La tassazione dei BITCOIN e delle altre monete virtuali

Con la risoluzione n. 72/E/2016 l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito al trattamento fiscale dell’acquisto e vendita di Bitcoin e monete virtuali.

In generale, le attività di intermediazione di valuta tradizionale con moneta virtuale svolte dagli operatori del mercato non scontano l’IVA in quanto rientrano tra le operazioni relative a banconote e monete. Per i clienti persone fisiche, invece, che detengono i bitcoin al di fuori dell’attività d’impresa, si tratta di operazioni a pronti che non generano redditi imponibili perché manca la finalità speculativa.

ESENZIONE IVA – Bitcoin è una moneta virtuale ma anche un network finanziario online che viene utilizzato per inviare un pagamento da una persona all’altra. E’ decentralizzato in quanto nessuna banca o ente finanziario ne ha il controllo ed è unico in quanto paga percentuali e fornisce transazioni attraverso la sua moneta che è appunto Bitcoin. L’Agenzia delle Entrate, tramite risoluzione n.72/E/2016, ha chiarito che gli operatori di mercato che svolgono attività di intermediazione mediante la moneta virtuale non scontano l’Iva in quanto il loro operato rientra tra le operazioni relative alle monete e alle banconote.

TASSAZIONE DIRETTA – Sul piano della tassazione diretta viene chiarito invece che i ricavi che derivano dall’attività di intermediazione nell’acquisto e vendita di bitcoin sono soggetti ad IRES ed IRAP, al netto dei relativi costi.

NIENTE ONERI DA SOSTITUTO D’IMPOSTA – Per quanto riguarda i clienti persone fisiche che detengono i Bitcoin al di fuori dell’attività d’impresa, la risoluzione chiarisce che si tratta di operazioni a pronti che non generano redditi imponibili perché manca la finalità speculativa. Ne deriva che gli operatori non sono tenuti agli adempimenti tipici dei sostituti d’imposta. Resta ferma la facoltà dell’Agenzia, in sede di controllo, di acquisire le liste della clientela per le opportune verifiche.

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